Il mercato Mahane Yehuda può evitare il trattamento con ECMO?

L’epidemia di morbillo a Gerusalemme mette in luce la tensione tra vaccinazioni e la fiducia nel potere degli alimenti naturali nel prevenire una malattia grave
Banchi di frutta e verdura fresca al mercato Mahane Yehuda a Gerusalemme, nel contesto del dibattito pubblico sull’epidemia di morbillo e sul rafforzamento del sistema immunitario (Photo: Jerusalem Online News - Bari Shahar)
Banchi di frutta e verdura fresca al mercato Mahane Yehuda a Gerusalemme, nel contesto del dibattito pubblico sull’epidemia di morbillo e sul rafforzamento del sistema immunitario (Photo: Jerusalem Online News - Bari Shahar)

L’epidemia di morbillo a Gerusalemme lancia un avvertimento chiaro e inequivocabile: la città deve svegliarsi, sia attraverso le vaccinazioni offerte dal sistema sanitario sia attraverso la natura, tramite alimenti che alcuni considerano una forma di prevenzione.

Negli ultimi giorni, ad esempio, una bambina di 11 mesi infettata dal morbillo è stata ricoverata presso il Centro Medico Hadassah Ein Kerem dopo un rapidissimo peggioramento delle sue condizioni. Il dottor Uri Polak, responsabile dell’unità di terapia intensiva pediatrica dell’Hadassah, ha dichiarato: “Si tratta di un caso tragico di deterioramento molto rapido che ha reso necessario collegare la bambina a un dispositivo ECMO. Torno a esortare tutti i genitori a vaccinare i propri figli contro il morbillo e a seguire le linee guida del Ministero della Salute che consentono di anticipare la vaccinazione, per prevenire malattie gravi e potenzialmente mortali”.

Che cos’è il morbillo e perché resta pericoloso a Gerusalemme?

Il morbillo è una delle malattie virali più contagiose conosciute dalla medicina. È sufficiente un breve contatto o la permanenza in un ambiente chiuso per trasmetterlo. Nel contesto dell’epidemia di morbillo a Gerusalemme degli ultimi mesi, esiste un rischio particolare per alcuni pazienti, soprattutto neonati, bambini e adulti non completamente vaccinati. In alcuni casi, il morbillo può causare complicazioni gravi e persino la morte.

Non esiste un trattamento che elimini il morbillo, ma solo cure di supporto. Tuttavia, una corretta alimentazione può rappresentare anche una linea di difesa: il mercato Mahane Yehuda, con l’abbondanza dei suoi prodotti, può contribuire a rafforzare il sistema immunitario e a ridurre l’impatto del morbillo. Verdure di colore arancione, così come verdure verdi come broccoli, lattuga, prezzemolo, rucola, barbabietole, peperoni colorati, agrumi, mele e kiwi.

Perché i servizi sanitari di Gerusalemme avvertono di un pericolo per la vita?

I servizi sanitari di Gerusalemme stanno invitando i genitori a vaccinare i bambini che non sono ancora stati immunizzati e stanno contattando anche adulti che non sono certi del proprio stato vaccinale. Tutti sono invitati a ricevere due dosi complete del vaccino. I medici avvertono il pubblico a Gerusalemme: non si tratta di una malattia lieve, ma di un pericolo per la vita.

Finora, il morbillo a Gerusalemme si è diffuso in quartieri ultraortodossi densamente popolati con bassi tassi di vaccinazione, tra cui Mea Shearim, Beit Yisrael, il Quartiere Bukharan e Sanhedria. Allo stesso tempo, focolai sono stati registrati anche in alcune aree arabe, dove l’adesione alla vaccinazione è altrettanto bassa. All’interno degli ospedali cittadini, le équipe mediche stanno affrontando casi particolarmente gravi, a dimostrazione di quanto il morbillo resti pericoloso, anche in un mondo moderno che talvolta crede di essere al sicuro.

Ma oltre all’aspetto medico, il morbillo riflette anche una dimensione sociale. È una malattia che ritorna solo dove si creano sacche di mancata vaccinazione. La scelta personale di alcune persone a Gerusalemme di non vaccinarsi non rimane personale: influisce sui neonati, sui pazienti cronici e su chi non ha ancora la capacità di scegliere. Nello spazio tra libertà e indifferenza si definisce la responsabilità collettiva di ogni società.