La tempesta ‘Byron’ che ha colpito l’area di Gerusalemme e le colline della Giudea la scorsa settimana ha gettato una luce cupa sul divario tra la bellezza naturale e il pericolo urbano. La Diga di Beit Zait, situata alla periferia della città e conosciuta come un popolare rifugio ricreativo, è diventata improvvisamente la scena di un incidente drammatico, poiché le acque alluvionali hanno riscosso il loro prezzo e hanno messo a dura prova le forze di salvataggio.
Cosa è Successo alla Diga di Beit Zait la Settimana Scorsa e Chi Sono le Persone Scomparse Che Stanno Cercando?
Durante i giorni di tempesta, numerose forze di salvataggio – ufficiali della Polizia del Distretto di Gerusalemme, volontari dell’Unità di Salvataggio Etzion-Yehuda e unità speciali – sono state mobilitate nel tentativo di localizzare le persone scomparse, sospettate di essere rimaste intrappolate nelle forti correnti vicino alla diga. La ricerca si è concentrata su un rapporto preoccupante riguardante un SUV (Jeep) che, secondo i testimoni, era affondato nell’acqua in aumento nel canale del torrente vicino alla grande diga di Gerusalemme. “I volontari dell’Unità di Salvataggio Etzion-Yehuda della Polizia israeliana stanno lavorando insieme agli ufficiali della Polizia del Distretto di Gerusalemme, alla ricerca di un veicolo tipo Jeep che, secondo il rapporto, conteneva cinque passeggeri, e che è stato visto l’ultima volta affondare nell’acqua presso la Diga di Beit Zait”, si legge in un comunicato diffuso dalla Polizia del Distretto di Gerusalemme durante quei momenti di paura. Questo incidente ha sottolineato duramente il pericolo intrinseco in un luogo che attira molti visitatori proprio durante la stagione invernale, sfidando le autorità per quanto riguarda l’applicazione immediata della legge.
Perché la Diga di Beit Zait è Pericolosa in Inverno, ed È Davvero una Trappola Mortale?
Durante l’estate, la Diga di Beit Zait offre l’illusione della sicurezza; appare secca, un’area aperta dove solo il fango screpolato e la vegetazione rada suggeriscono la sua funzione. Questa apparenza innocua, che invita gli escursionisti a vagare liberamente, è un inganno pericoloso. Il cambiamento drastico si verifica con l’arrivo della pioggia: il Torrente Sorek che alimenta la diga si anima come un fiume impetuoso, e il bacino si riempie a una velocità spaventosa. Nel giro di poche ore, l’area pianeggiante si trasforma in un serbatoio d’acqua profondo e fangoso. Le correnti sotterranee improvvise, combinate con il fango che trascina, rendono l’ingresso nell’acqua estremamente pericoloso per chiunque non sia consapevole della sua potenza. Gli esperti avvertono: la Diga di Beit Zait in inverno non è un luogo di bellezza romantica, ma una zona in cui il pericolo di annegamento e di essere trascinati via è immediato, e può trasformarsi istantaneamente in una trappola fatale a causa della mancanza di cautela.
Come Affrontare Pericoli Come la Diga di Beit Zait: Cosa Fanno le Dighe Pericolose in Tutto il Mondo?
Il caso della Diga di Beit Zait non è unico per l’area di Gerusalemme. I serbatoi d’acqua artificiali vicino alle aree popolate diventano pericoli stagionali in tutto il mondo. Dighe simili, destinate alla prevenzione delle inondazioni o allo stoccaggio, sono gestite con rigorose misure di sicurezza durante il riempimento. Ad esempio, i sistemi centrali di controllo delle inondazioni nel bacino del Tamigi nel Regno Unito e le dighe gestite dal Corpo degli Ingegneri dell’Esercito degli Stati Uniti vicino alle città metropolitane, impongono una maggiore applicazione e segnaletica. Questi modelli globali includono recinzioni alte, segnali di avvertimento multilingue e pattuglie terrestri e aeree da parte delle autorità di applicazione della legge durante gli eventi alluvionali. Il messaggio globale è inequivocabile: i corpi idrici dinamici, in particolare quelli che si riempiono rapidamente, richiedono rispetto e distanza. Il caso della Diga di Beit Zait richiede che le autorità locali aumentino la segnaletica e l’applicazione della legge nell’area di Gerusalemme per prevenire la prossima catastrofe.


