Perché il “Giardino del Re” a Gerusalemme è diventato un punto di tensione?

I bulldozer del Comune di Gerusalemme sono arrivati questa settimana per portare avanti il progetto “Giardino del Re”. Perché si è trasformato in scontri? Video
Polizia e macchinari pesanti durante le demolizioni nel quartiere al-Bustan di Silwan, Gerusalemme
Polizia e macchinari pesanti durante le demolizioni nel quartiere al-Bustan di Silwan, Gerusalemme

Grandi squadre del Comune di Gerusalemme, accompagnate dalle forze di sicurezza della Polizia del Distretto di Gerusalemme, sono arrivate martedì mattina nel quartiere al-Bustan di Silwan, a sud del complesso del Monte del Tempio a Gerusalemme. Le squadre hanno avviato le demolizioni utilizzando macchinari pesanti, tra cui quattro bulldozer, abbattendo strutture commerciali, recinzioni, muri, tettoie e coperture metalliche costruite illegalmente e senza permessi.

Durante l’operazione, giovani locali hanno ostacolato i lavori e si sono verificati scontri tra loro e la Polizia del Distretto di Gerusalemme. Secondo fonti palestinesi, due persone coinvolte nei disordini sono state arrestate dalla polizia, mentre altre due hanno riportato ferite lievi e hanno ricevuto cure mediche.

Mentre le squadre proseguivano le demolizioni, l’avvocato Ziad Qawar, che rappresenta i residenti, ha ottenuto un’ordinanza del Tribunale Distrettuale di Gerusalemme per sospendere i lavori. Di conseguenza, l’operazione è stata interrotta prima del completamento. Il terreno su cui sorgono le strutture parzialmente demolite è destinato al progetto “Giardino del Re”, un’iniziativa turistica e archeologica guidata dal Comune di Gerusalemme.

Che cos’è il progetto “Giardino del Re” e cosa c’è dietro?

Il progetto “Giardino del Re” è un piano urbano del Comune di Gerusalemme per realizzare un parco archeologico, turistico e pubblico a Silwan. Il piano mira a ricostruire i giardini biblici dei re di Giuda nell’area di al-Bustan, sulla base dell’identificazione tradizionale del sito come il “Giardino del Re” menzionato nei libri di Neemia e dei Re. Tuttavia, molti archeologi sottolineano che non esistono prove conclusive sulla collocazione esatta del giardino in questa zona.

Il progetto punta a creare un “anello turistico” attorno alla Città Vecchia di Gerusalemme, collegando il sito della Città di Davide, gestito dalla Fondazione Elad, con altre aree di Silwan, la Valle di Hinnom, la Valle del Cedron, il Monte degli Ulivi e il lungofiume di Armon Hanatziv. Il piano include spazi aperti, giardini, ristoranti, aree commerciali e laboratori di artigianato tradizionale.

Dal 1967, dopo la Guerra dei Sei Giorni, l’area è classificata come terreno aperto ai sensi del Piano Regolatore 9, il che impedisce ai palestinesi di ottenere permessi edilizi. I residenti sostengono che questa classificazione sia politicamente motivata e volta a impedire l’espansione del quartiere. Di conseguenza, molti palestinesi vedono il progetto come un tentativo di “giudaizzazione” e di creazione di un corridoio di insediamenti che isolerebbe i quartieri palestinesi e modificherebbe il carattere della zona. Dal 2010 sono stati compiuti vari tentativi di raggiungere un accordo tra il Comune e i residenti, ma entrambe le parti hanno ripetutamente respinto le proposte dell’altra. Attualmente, decine di strutture nell’area, comprese abitazioni, rischiano la demolizione.