Una città moderna non si definisce più soltanto attraverso strade e spazi pubblici. Sempre più chiaramente, il suo futuro si costruisce anche al di sopra della linea dello sguardo. A Gerusalemme, sul tetto dell’edificio Clal, è stato inaugurato di recente La Quinta Facciata – il centro per i tetti utili –, il primo del suo genere nel paese, con l’obiettivo di ridefinire il ruolo dei tetti nella pianificazione urbana.
Il centro è stato creato grazie a una collaborazione tra il Comune di Gerusalemme, l’associazione Muslala e la società Eden, nell’ambito di un programma municipale più ampio volto a valorizzare il potenziale inutilizzato dei tetti cittadini. L’edificio Clal, che negli ultimi anni è diventato uno spazio di sperimentazione urbana, funziona oggi come laboratorio aperto per modelli futuri che collegano natura urbana, energia rinnovabile, gestione dell’acqua, agricoltura urbana e comunità.
Perché i tetti utili stanno diventando centrali nella pianificazione urbana?
Ondate di calore estreme, carenza di spazi aperti, necessità di rafforzare la sicurezza alimentare urbana e il potenziale ancora inesplorato delle energie rinnovabili stanno spingendo le città a ripensare i propri spazi verticali. La Quinta Facciata propone un nuovo modello urbano che considera il tetto non come una superficie trascurata, ma come un’infrastruttura essenziale.
Il sindaco di Gerusalemme, Moshe Lion, ha dichiarato:
“Con l’aumento della densità urbana e dell’edilizia in altezza, i tetti stanno passando da spazi trascurati a risorse strategiche”.
Ha aggiunto: “Questo nuovo centro mostra come una pianificazione corretta possa trasformare un tetto da fonte di calore e problema in uno spazio di natura, infrastrutture, comunità ed energia”.
In che modo i tetti verdi influenzano il clima e l’energia della città?
Il centro presenta soluzioni pratiche, tra cui l’integrazione della natura urbana con sistemi di energia solare, infrastrutture idriche e di drenaggio, e tecnologie di adattamento climatico. Circa 20 aziende commerciali espongono tecnologie per i tetti selezionate attraverso un processo professionale, con l’obiettivo di mettere in evidenza soluzioni applicabili nella realtà.
Il tetto stesso è stato progettato come uno spazio di apprendimento attivo, con aree di sosta ombreggiate, un’aula all’aperto, sistemi di tetti verdi intensivi ed estensivi con o senza irrigazione, e diversi modi di combinare vegetazione, ombra e produzione di energia.
Qual è il ruolo dell’agricoltura urbana sui tetti?
Oltre al clima e all’energia, il centro presenta il tetto come uno spazio produttivo. L’agricoltura urbana con substrati di coltivazione separati, aree sperimentali e modelli collegati alla sicurezza alimentare urbana fanno parte di questo approccio, che mira a trasformare i tetti in una risorsa ambientale, sociale ed economica.
In che modo la politica di Gerusalemme sta cambiando il panorama dei tetti?
Durante la cerimonia di inaugurazione è stato conferito un attestato di riconoscimento all’architetto comunale uscente, Ofer Manor, per il suo contributo alla promozione dei tetti utili e per la leadership nello sviluppo dei tetti degli edifici infrastrutturali della città. Grazie a queste politiche, nei prossimi anni si prevede l’aggiunta di oltre 100.000 metri quadrati di nuovi tetti utili a Gerusalemme.
Chi c’è dietro la visione della Quinta Facciata?
Tamar Carmon, direttrice dell’Organizzazione dei Tetti e responsabile della creazione del centro, ha affermato:
“La Quinta Facciata è nata dalla consapevolezza che le grandi sfide delle città richiedono un nuovo modo di guardare allo spazio”.
Ha aggiunto: “La nostra visione è chiara: i tetti devono diventare una parte integrante di ogni piano urbano”.
L’architetto Noam Ostrelich ha dichiarato:
“Abbiamo scelto di creare la maggiore varietà possibile di spazi di tetto con funzioni diverse”.
Ha aggiunto: “Il complesso mostra diversi approcci al verde sui tetti, dai sistemi intensivi irrigati ai sistemi estensivi senza irrigazione combinati con impianti solari”.


