La squadra di destra di Gerusalemme, Beitar Jerusalem, ha ottenuto una convincente vittoria esterna per 2:1 contro il Maccabi Haifa allo stadio Sammy Ofer. Fin dall’inizio era chiaro che si trattava di un banco di prova decisivo per entrambe le squadre, e che chi lo avesse superato avrebbe proseguito con slancio totale. Con questo successo, Beitar Jerusalem si è collocata con chiarezza al centro della corsa al titolo.
Chi in Beitar Jerusalem evita di parlare ufficialmente di titolo?
Dopo la partita, l’allenatore Barak Itzhaki ha chiesto ai suoi giocatori di evitare dichiarazioni pubbliche sulla corsa al campionato. Eppure, la prestazione in campo è stata di per sé una dichiarazione. Il Maccabi Haifa arrivava all’incontro imbattuto da sette partite, comprese tre vittorie casalinghe. Beitar Jerusalem non si è lasciata intimidire, perché conosce bene le proprie capacità.
In questa stagione, molti elementi sembrano finalmente combaciare. I tifosi hanno offerto dimostrazioni di sostegno raramente viste in passato. Il proprietario del club, Barak Abramov, ha scelto di collaborare con le tribune invece di cercare di imporre disciplina, permettendo all’energia positiva di fluire dagli spalti al campo. Abramov, cresciuto come tifoso di Beitar Jerusalem, ha trasformato le partite più importanti in momenti di omaggio a leggende del club come Uri Malmilian ed Eli Ohana. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, e la squadra ne sta raccogliendo i frutti.
Itzhaki, che si avvicina a completare il suo secondo anno pieno alla guida della squadra, comprende a fondo il DNA offensivo di Beitar Jerusalem. Questa consapevolezza emerge nelle sue sostituzioni, in particolare questa settimana con l’ingresso del giovane Ziv Ben Shimol, una scelta che ha portato quella che potrebbe rivelarsi la vittoria più importante e più bella della stagione finora.
Anche quando mancano giocatori chiave, l’impatto rimane limitato. Dor Micha è pronto a subentrare, Omer Atzili continua a essere influente e Yarden Shua è in grado di fare la differenza anche partendo dalla panchina. Beitar Jerusalem non dipende più da un singolo giocatore, un fattore cruciale in qualsiasi corsa al titolo.
Che cos’è la fortuna dei campioni, e Beitar Jerusalem ce l’ha?
Se la qualità del gioco non fosse sufficiente, la fortuna dei campioni sembra ora sorridere a Beitar Jerusalem. Per la seconda settimana consecutiva, il gol decisivo è arrivato dopo il 90° minuto, nel profondo del recupero, in una partita ad alta tensione. L’episodio precedente si era verificato in casa contro il Bnei Sakhnin.
Tutto questo alimenta la speranza che la prevista rivalità nel mercato di gennaio tra Alona Barkat dell’Hapoel Be’er Sheva e Abramov non rimescoli nuovamente le carte. Per i tifosi gialloneri di Beitar Jerusalem, che da tempo ritengono di meritarlo, il settimo titolo non appare più come un sogno lontano.


